I Farmaci

Uno dei problemi che più angoscia le donne riguarda l'assunzione accidentale di farmaci dopo il concepimento o la necessità di terapie mediche nel corso della gravidanza. Spesso la risposta da parte dei medici di base e, anche, da parte degli specialisti è molto approssimativa; si va da proibizioni restrittive di farmaci che potrebbero essere tranquillamente assunti a facili auto-prescrizioni.

La donna può trovarsi in una di queste situazioni:

Prima di rivolgervi allo specialista o di telefonare a uno dei centri di informazione, dovete prendere appunti precisi sui seguenti argomenti:

    1. Periodo pre-embrionale o fase blastemica: dal 14° giorno (momento del concepimento) fino al 32° giorno dall'ultima mestruazione. In questa fase qualsiasi agente teratogeno ha un effetto "tutto o nulla" e, cioè, o determina un aborto spontaneo precoce o non causa danni

    2. Periodo embrionale: dal 33° giorno fino al 70° giorno (10^ settimana). Questo è il periodo di maggior rischio, in quanto i farmaci teratogeni possono indurre malformazioni sugli organi in via di formazione

    3. Periodo fetale: dal 71° giorno al parto. In questa fase la maggior parte dei farmaci non determina danni, oppure dà effetti collaterali transitori, come nel neonato o nell'adulto

Categorie dei farmaci in relazione allo stato di gravidanza:

  1. Farmaci largamente impiegati in gravidanza, per i quali non sono mai stati evidenziati effetti negativi sul feto. Tra questi vi sono alcuni antibiotici (penicillina, amoxicillina, ampicillina, eritromicina), l'acido folico (addirittura consigliato nei primi mesi di gravidanza per la prevenzione della spina bifida), le vitamine a basso dosaggio, il ferro, i farmaci per ridurre le contrazioni uterine, il paracetamolo (antidolorifico e antifebbrile), i farmaci per migliorare la circolazione venosa, gli anestetici locali e alcuni anestetici generali.

  2. Farmaci scarsamente impiegati in gravidanza, per i quali non sono stati evidenziati effetti negativi sul feto, ma che tuttavia è preferibile non assumere proprio perché poco studiati. Tra questi alcuni antibiotici come le cefalosporine, i farmaci antiulcera, gli antidiarroici e gli antidepressivi.

  3. Farmaci con effetti dannosi (o sospetti) sul feto, non di tipo teratogeno. Ad esempio, se la madre fa uso di dosi elevati di tranquillanti il neonato può avere una sindrome da astinenza. Fanno parte di questo gruppo i diuretici, alcuni antidolorofici, i farmaci attivi sul sistema nervoso centrale (ansiolitici, narcotici), alcuni antibiotici come il cloramfenicolo e la rifampicina, gli antidiabetici orali.

  4. Farmaci potenzialmente teratogeni quelli, cioè, che causano una maggiore incidenza di difetti congeniti. Fanno parte di questo gruppo e sono, quindi, da evitare in gravidanza:

Farmaci: le dieci regole fondamentali in gravidanza

  1. Quando cercate un bambino, se è possibile, effettuate le terapie nella prima fase del ciclo, prima del periodo del concepimento e, cioè, entro il 14° giorno dall'ultima mestruazione.

  2. Appena avete un ritardo mestruale o il test di gravidanza positivo, sospendete terapie con i farmaci del gruppo B, C e D.

  3. Evitate l'assunzione di qualsiasi farmaco, soprattutto nelle prime 10 settimane di gravidanza (70° giorno dall'ultima mestruazione). In questo periodo avviene la formazione degli organi. Se dovete usare un farmaco, parlatene sempre prima con il medico.

  4. I farmaci che si usano comunemente (per il mal di testa, per l'influenza, per le allergie) non hanno effetti negativi dimostrati, per cui l'assunzione accidentale nelle prime fasi della gravidanza non presenta di solito problemi. Comunque, riferite al medico qualsiasi farmaco abbiate assunto.

  5. Se avete problemi sanitari che vi obbligano a terapie farmacologiche croniche (Ipertiroidimsmo, ipotiroidismo, diabete, ipertensione, epilessia, sindrome depressiva), parlatene con il ginecologo prima di intraprendere una gravidanza. Alcune terapie dovranno essere modificate o anche sospese prima della gravidanza.

  6. Cercate di non rimanere incinta in concomitanza di viaggi all'estero che vi obbligano a eseguire vaccinazioni o profilassi contro malattie esotiche.

  7. Non usate farmaci potenzialmente teratogeni (gruppo D).

  8. Se state utilizzando una terapia con farmaci potenzialmente teratogeni (ad esempio l'acido retinoico per l'acne), adottate un mezzo contraccettivo efficace.

  9. Per la diagnosi dei difetti congeniti causati dai farmaci, solo ecografie molto accurate, eseguite presso centri specializzati possono rilevare alcune delle malformazioni (es: spina bifida, difetti cardiaci) causate dai farmaci. La villocentesi e l'amniocentesi non hanno alcun valore diagnostico.

  10. In caso di malformazione o altra patologia neonatale non si può stabilire con certezza la correlazione causa-effetto, in quanto il rischio dei avere difetti congeniti è comunque del 2-5%, indipendentemente dall'esposizione ad un farmaco teratogeno.

Bibliografia:

Massimo Pagano e Pierpaolo Mastroiacovo in "La prescrizione dei farmaci in gravidanza" - Mc Graw Hill Libri Italia Srl - 1988 - 1997

 

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