
Gli esami per la mamma
Non esiste un accordo unanime sugli
esami per la gravidanza e sulla frequenza con cui farli, per cui è possibile
che alcuni ginecologi prescrivano meno esami di altri senza per questo essere
meno bravi o meno attenti dei colleghi, ma semplicemente perché seguono
differenti correnti di pensiero scientifico.
Anche le donne in gravidanza del resto sono molto diverse l'una dall'altra:
alcune sono molto rilassate e desiderano fare unicamente i controlli
indispensabili, mentre altre si sentono tranquille solo facendo tutti gli esami
possibili e immaginabili. E' giusto in questi casi che il medico, pur dando
tutte le informazioni, cerchi anche di venire incontro alla natura e ai desideri
della donna.
Un altro problema che va sottolineato riguarda l'interpretazione degli esami, in
quanto per molti di essi i valori cambiano durante la gravidanza e, pertanto,
non sono più validi i riferimenti di normalità che i laboratori forniscono con
i risultati. Il numero degli asterischi che individuano i dati fuori norma
aumenta notevolmente durante la gestazione. Pertanto, quando si ritirano gli
esiti non bisogna entrare nel panico e prima di trarre qualsiasi conclusione
avventata, bisogna far controllare gli esami al proprio medico di fiducia, il
solo che potrà fornire un giudizio più obiettivo.
Vi diamo qui un elenco degli esami che si eseguono comunemente nelle gravidanze
normali e, proprio per i motivi che vi abbiamo detto, è possibile che tra essi
troviate alcuni che non avete fatto o viceversa non troviate quelli che il
vostro ginecologo vi ha prescritto. La medicina, pur essendo una disciplina
scientifica, è un campo molto aperto a nuovi studi e scoperte, a continue
revisioni e controlli, inoltre, è una scienza esercitata da esseri umani su
altri esseri umani.
Se gli esami indicati risultano anormali, se la donna ha problemi di salute già
prima della gravidanza o se insorgono patologie della gravidanza, si eseguiranno
anche altri esami di cui non parliamo, perché sono molto specialistici.
Ma vediamoli uno ad uno:
test
di gravidanza
esami delle urine
esami del sangue
esami particolari
esami per l' anestesia
esami previsti dal SSN

Non fidatevi dei soli sintomi per concludere che aspettate un bambino. Se c'è qualche giorno di ritardo fate, comunque, il test di gravidanza anche di vostra iniziativa. Potete farlo in laboratorio o anche da sole in casa, utilizzando i kit in vendita in farmacia. Il test di gravidanza (gravindex) si basa sulla ricerca, nelle prime urine del mattino, della gonadotropina corionica (hCG), una sostanza che viene prodotta molto precocemente dopo il concepimento e che aumenta costantemente fino al terzo mese di gravidanza. I test sulle urine sono molto sensibili e, anche quelli eseguiti a casa, hanno un indice di previsione superiore al 95%. Nei casi dubbi, può essere utile dosare la sub-unità dell'hCG direttamente sul sangue (betaHCG ematica). Pertanto, con quest'ultimo esame o con l'ecografia, solo il vostro medico vi potrà dare la certezza che aspettate un bambino
L'esame completo delle urine è un test molto semplice e di
basso costo, che può dare informazioni molto importanti.
Se il pH è elevato, i nitriti sono positivi, vi sono batteri e leucociti in
grossa quantità, è più probabile un'infezione delle vie urinarie, patologia
piuttosto frequente in gravidanza. Per confermare il sospetto si esegue allora un'urinocultura
con antibiogramma, che indica i batteri responsabili, la loro
concentrazione e gli antibiotici a cui sono sensibili. L'urinocultura si esegue
anche in presenza di sintomi come bruciore durante la minzione e minzione
frequente (pollacchiuria). Molto spesso nell'urina, comunque, sono presenti
batteri per semplice inquinamento, provenienti dalla vagina o dal retto. Questo
non è un segno d'infezione.
La presenza di una piccola quantità di proteine nelle urine (albuminuria)
è un fenomeno abbastanza frequente in gravidanza, senza che necessariamente vi
siano patologie. Se la quantità è più elevata significa che c'è
un'insufficienza renale o una gestosi, malattia caratteristica
della gravidanza che, oltre alla perdite di proteine, si manifesta con
ipertensione e edemi (gonfiore da ritenzione di liquidi).
Ancora più attendibile, a tal fine, è il dosaggio di una componente
dell'albumina presente nelle urine, la cosiddetta microalbuminuria.
Il glucosio dovrebbe essere assente nell'urina; la sua presenza (glicosuria)
può essere il primo segno di un diabete latente. Tuttavia, in gravidanza è
possibile che i reni divengano più permeabili al glucosio, senza che vi sia
alcuna malattia. Perciò, nel caso vi sia glucosio nelle urine, non bisogna
allarmarsi troppo. In presenza di glicosuria con glicemia normale, è necessario
ricorrere alla minicurva o alla curva da carico orale
(ogtt) con 100 grammi di glucosio per precisare la diagnosi.
L'esame delle urine va ripetuto tutti mesi e, se necessario, anche tutte le
settimane nell'ultimo mese di gravidanza
Il sangue viene prelevato al mattino a digiuno (anche se ciò è essenziale
solo per la glicemia) da una vena della piega del gomito. La quantità
prelevata dipende dal numero di test prescritti. Alcune donne si sentono male
durante il prelievo, di solito perché hanno paura dell'ago o perché si
impressionano alla vista del sangue. In gravidanza questo fenomeno può
accentuarsi per la pressione bassa e la minore resistenza al digiuno. Se
pensate di avere problemi di questo tipo, è meglio che avvisiate subito e il
medico vi farà sdraiare, facendovi rimanere in quella posizione per alcuni
minuti.
Gruppo sanguigno e fattore Rh
Se la donna non ha già eseguito questo esame, è necessario richiederlo
all'inizio della gravidanza. Se il gruppo è A, B o AB positivo,
non è necessario conoscere il gruppo del marito. Se il gruppo è 0
positivo, è consigliabile che anche il marito esegua l'esame perché
se fosse A, B o AB il bambino potrebbe alla nascita presentare
l'ittero da incompatibilità AB0. Non si tratta di una
patologia grave, ma qualora si verificasse conoscere il gruppo del padre
accelera i tempi di diagnosi.
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Test di Coombs indiretto
Se la madre è Rh negativo, è necessario conoscere il gruppo
sanguigno del padre. Se questo é Rh positivo, il feto potrebbe
essere a sua volta Rh positivo e, quindi, potrebbe crearsi un'incompatibilità
Rh tra madre e feto. In questo caso la madre fabbrica anticorpi contro
l'antigene Rh che passano attraverso la placenta e distruggono i globuli
rossi del feto, determinando la malattia emolitica del neonato (MEN).
· Fortunatamente, l'incompatibilità Rh non si verifica quasi mai durante
la prima gravidanza, e attualmente se una donna Rh negativa partorisce un
bambino Rh positivo, per prevenzione, le vengono somministrate le immunoglobuline
specifiche. Questo previene l'immunizzazione e quindi la comparsa
dell'incompatibilità nelle gravidanze successive. E' consigliabile
eseguire questo trattamento anche in caso di minaccia di aborto con
perdite ematiche, aborto spontaneo o volontario (IVG), traumi addominali,
villocentesi, amniocentesi e cordocentesi. Comunque, per controllare che
durante la gravidanza non si verifichi l'incompatibilità Rh, se la mamma
è Rh negativa e il papà Rh positivo bisogna ripetere tutti i mesi un
esame che si chiama Test di Coombs indiretto: nei casi normali deve
essere negativo. Non c'è, invece, alcun problema se entrambi i partner
sono Rh negativi, oppure se la madre è Rh positiva e il padre Rh
negativo.
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Emocromo completo
Rileva la quantità, le dimensioni, le caratteristiche e il tipo delle
cellule presenti nel sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
I valori dell'emocromo fuori gravidanza sono diversi che in gravidanza per
una fisiologica diluizione del sangue. Per cui non preoccupatevi se
vedrete risultati contrassegnati da numerosi asterischi. In particolare, i
globuli rossi (GR), l'emoglobina (Hb), cioè la sostanza che
veicola l'ossigeno e l'ematocrito (Ht), cioè il rapporto fra le
cellule e la parte liquida del sangue, diminuiscono, mentre i globuli
bianchi (GB) aumentano. Per parlare di vera anemia il valore
dell'emoglobina deve scendere sotto 10 mg/dl!
Da questo esame si può rilevare la presenza di un'anemia e capire
di quale tipo essa può essere, osservando le dimensioni dei globuli rossi
(MCV). Nell'anemia mediterranea e nell'anemia da carenza di
ferro i globuli rossi sono più piccoli del normale (microcitemia),
mentre nell'anemia da carenza di acido folico o di vitamina B12 sono più
grandi.
Se i valori sono normali, è comunque necessario ripetere l'emocromo
almeno 3 volte nel corso della gravidanza.
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Elettroforesi delle emoglobine
E' necessario eseguire quest'esame specifico, se dall'emocromo si rileva
una microcitemia (volume piccolo dei globuli rossi) o se,
comunque, esiste il sospetto che la madre è portatrice sana di anemia
mediterranea (talassemia) o di qualche altra emoglobinopatia. Se
il risultato dell'elettroforesi delle emoglobine è anormale, bisogna far
il test anche al padre. Se il test del padre è normale, non vi sono
problemi in quanto la coppia potrà al massimo aver un figlio portatore
sano del gene. Se, invece, anche il padre ha la talassemia eterozigote,
nel 25% dei casi il bambino potrebbe essere affetto dalla malattia in
forma grave (Morbo di Kooley). A questo punto la coppia sceglierà se
eseguire ulteriori accertamenti.
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Sideremia
Con questo esame si misura la quantità di ferro presente
nel sangue. In gravidanza l'anemia da carenza di ferro è piuttosto
frequente, perciò se il valore è normale deve comunque essere ripetuto
almeno 3 volte durante la gestazione. Se il valore è inferiore alla norma
è consigliabile eseguire una terapia con ferro, oltre a una dieta
adeguata. Il rilievo di una sideremia molto bassa non deve creare
eccessivo allarme, in quanto la diagnosi di anemia si pone sulla base dei
valori di emoglobina al di sotto di 10 mg/dl. Il dosaggio della ferritina
può dare una migliore definizione della situazione, in quanto fornisce un
valore più obiettivo dei depositi di ferro nell'organismo.
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Glicemia
E' l'unico esame per il quale sia veramente richiesto il digiuno.
Misura la quantità di glucosio (zucchero) nel sangue. Se normale va,
comunque, ripetuta almeno 3 volte nel corso della gravidanza. Un valore
persistentemente superiore al massimo normale (110) è un segno fortemente
sospetto di diabete e necessita, pertanto, di una valutazione
specialistica.
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La minicurva
In alcune situazioni (valori di glicemia al limite superiore della norma,
sovrappeso e/o aumento ponderale eccessivo, precedenti figli molto grossi,
presenza di glucosio nelle urine, diabete in famiglia) è indicato
eseguire la minicurva (glicemia da minicarico o test di O'Sullivan), per
valutare come il corpo reagisce alla somministrazione di zucchero. In
pratica, si dosa la glicemia a digiuno e un'ora dopo aver bevuto una
miscela di acqua con 50 gr di glucosio. Il valore massimo normale è
di 140. Alcuni specialisti richiedono la minicurva come esame di
routine al 7° mese.
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La curva glicemica da carico orale (OGTT)
Se il valore della minicurva è alterato, è consigliabile eseguire la
curva da carico orale e misurare la glicemia a digiuno e ogni ora per 3
ore, dopo la somministrazione di 100 gr di glucosio. I valori
normali devono essere inferiore a 110 a digiuno, inferiore a 190 dopo 1
ora, inferiore a 165 dopo 2 ore e inferiore a 145 dopo 3 ore. Se
anche questo esame è anormale, significa che c'è un diabete latente, che
va comunque curato con la dieta o con l'insulina, per prevenire danni al
feto. La glicemia da carico andrebbe eseguita anche quando il valore della
glicemia a digiuno si avvicina ai valori massimi della norma. Nel caso di
predisposizione al diabete, l'esame si esegue anche prima del concepimento
o all'inizio della gravidanza. Per un approfondimento diagnostico possono
essere utili il dosaggio dell'emoglobina glicosilata e della
fruttosamina.
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Creatininemia
E' la quantità di creatinina presente nel sangue, un prodotto di rifiuto
del metabolismo. L'aumento della concentrazione indica una cattiva
funzionalità renale. Se normale, si dosa solo all'inizio della
gravidanza.
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Transaminasi
Sono enzimi contenuti nel fegato; il loro innalzamento nel sangue indica
che c'è un'eccessiva distruzione di cellule epatiche e una probabile
malattia. Se i valori risultano elevati, è necessario ripetere l'esame e
cercare la causa del danno epatico. Se normali, non vanno più ripetuti
nel corso della gravidanza.
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VDRL e TPHA
Sono esami sierologici che evidenziano un avvenuto contagio con il microbo
della sifilide. Se positivi, bisogna instaurare un'adeguata terapia
antibiotica, che deve essere effettuata anche nel primo trimestre di
gravidanza.
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HbsAg (Antigene Australia)
Indica lo presenza nel sangue dell'antigene dell'epatite B. Se le
transaminasi sono normali, significa che la donna è portatrice sana della
malattia, ma che comunque è in grado di infettare il feto al momento del
parto. Se la donna è HbsAg positiva, al bambino verranno somministrate le
immunoglobuline specifiche subito dopo la nascita per evitare che
contragga la malattia. Se vaccinato, il bambino può anche essere
allattato al seno. Se la madre è HbsAg positiva, dovranno essere
vaccinati anche il padre e gli altri conviventi, se già non sono
immunizzati. L'esame va eseguito solo una volta durante la gravidanza.
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Anti-HCV
Si tratta del test per vedere se la madre ha anticorpi contro il virus
dell'epatite C. Se positivo, si dovrebbe eseguire anche il dosaggio del
genoma del vitus (HCV RNA), per vedere se oltre agli anticorpi c'è anche
il virus. In caso di risultato positivo, esiste il pericolo, anche se con
frequenza piuttosto bassa, di contagio al feto. Molti medici non
richiedono questo test, perché comunque non esiste un possibile rimedio.
Altri lo richiedono, perché alcuni studi dimostrano che se il bambino non
viene allattato al seno il rischio di contagio è inferiore.
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Complesso T.O.R.C.H
Questo acronimo, non più usato dalla maggior parte degli specialisti, sta
per Toxoplasmosi - Others (altri virus non specificati?) Rosolia
- Citomegalovirus - Herpes Virus.
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Toxo test
Rileva la presenza di anticorpi contro la toxoplasmosi,
un'infezione parassitaria trasmessa dai gatti che, se contratta in
gravidanza, può infettare il feto. La presenza di anticorpi di tipo IgG,
con IgM negative, indica che la donna è immune. L'immunità per la
toxoplasmosi permane tutta la vita. In tal caso non c'è più bisogno di
ripetere l'esame e seguire le norme di prevenzione. Se invece il test è
negativo, bisogna ripeterlo ogni 4-6 settimane fino al termine della
gravidanza, poiché con le settimane aumenta la probabilità
d'infezione fetale, seppure diminuisce la gravità della malattia. Se si
ha una sieroconversione in gravidanza, cioè compaiono
anticorpi specifici di tipo IgM in una donna precedentemente negativa, si
devono fare altri esami per escludere il passaggio del protozoo al feto.
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Rubeo test
Rileva la presenza nel sangue di anticorpi contro la rosolia, una
malattia causata da un virus in grado di attraversare la placenta e
causare danni al feto. Il 90% delle donne in età riproduttiva risulta
immune (cioè possiede anticorpi specifici di tipo IgG, mentre le IgM sono
negative), o perché ha già avuto la malattia (anche se non lo ricorda) o
perché è stata vaccinata. L'immunità per la rosolia permane tutta la
vita. Se invece il test risulta negativo, cioè non ci sono anticorpi,
l'esame va ripetuto ogni 4-6 settimane fino al V° mese, dopodiché
la possibilità che il virus possa causare danni fetali è praticamente
nulla. Se si ha una sieroconversione in gravidanza, cioè compaiono
anticorpi specifici di tipo IgM in una donna precedentemente negativa, si
devono fare altri esami per escludere il passaggio del virus al feto.
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Anti-citomegalovirus (CMV)
Rileva la presenza nel sangue di anticorpi contro il citomegalovirus.
La presenza di anticorpi specifici di tipo IgG con IgM assenti indica uno
stato di immunità, mentre l'assenza di entrambi gli anticorpi indica che
non c'è mai stato contatto con il virus. Se la donna presenta IgG
positive e IgM negative all'inizio della gravidanza, il test non si ripete
più, mentre si ripete ogni 4-6 settimane se non c'è immunità
(assenza di anticorpi in quantità protettiva). Diversamente dalla rosolia
e toxoplasmosi, per la malattia da citomegalovirus l'immunità non è
permanente, infatti è possibile una reinfezione nell'uno per cento delle
donne. Molti medici non ritengono opportuno eseguire il test, perché non
vi sono misure preventive (vaccinazione) o terapeutiche per evitare il
passaggio del virus al feto. Se si ha una sieroconversione
in gravidanza, cioè compaiono anticorpi specifici di tipo IgM in una
donna precedentemente negativa, si devono fare altri esami per escludere
il passaggio del virus al feto.
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Anti-Herpes 1-2
Il dosaggio degli anticorpi contro i virus erpetici di Tipo 1 (agente
della forma che colpisce le labbra) e di Tipo 2 (agente della forma che
colpisce i genitali) non viene più eseguito tra gli esami di routine per
la gravidanza. Nelle donne a rischio è più opportuno effettuare esami
colturali e/o la colposcopia alla fine della gravidanza per l'alto rischio
di passaggio del virus dalla madre al neonato durante il parto vaginale.
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Anti-HIV
E' il test che dimostra la presenza nel sangue di anticorpi contro il
virus dell'AIDS. Per eseguirlo è necessario il
consenso informato, cioè il medico deve chiedere alla donna
l'autorizzazione a eseguire questo esame, spiegando di cosa si tratta e
perché lo si richiede. E' ormai prassi comune richiedere l'anti-HIV in
gravidanza, perché eseguendo un'adeguata profilassi farmacologica, con un
taglio cesareo programmato e evitando l'allattamento al seno, il rischio
di contagio per il feto si abbassa moltissimo (non più del 5% contro il
15-20% senza queste precauzioni). Si esegue solo all'inizio della
gravidanza.
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Paptest
La maggior parte delle donne ha già eseguito un paptest prima dell'inizio della
gravidanza. Questo esame, di facile esecuzione e che non comporta nessun rischio
per il bambino, va ripetuto se il precedente è stato effettuato da più di due
anni. Infatti, lo screening dei tumori del collo dell'utero ha significato solo
se la cadenza dei controlli non supera questo limite di tempo. Per non creare
preoccupazioni derivanti dalle perdite ematiche legate al prelievo, è meglio
fare l'esame dopo il IV° mese.
Tampone vaginale
Molti ginecologi, anche in assenza di sintomi, richiedono durante l'ultimo mese
di gravidanza (intorno alla 35^ settimana) il tampone vaginale e rettale per
l'individuazione dello streptococco beta-emolitico di gruppo B. Si
tratta di un microbo che se presente nella vagina o nel retto potrebbe infettare
il bambino durante il parto, causando infezioni neonatali che in rari casi
possono essere anche molto gravi. Non tutti i ginecologi sono d'accordo nel
richiederlo, data la bassissima percentuale nel nostro paese di infezioni
neonatali di questo tipo. Comunque, se l'esame rileva la presenza dello
streptococco (che di solito non dà alcun sintomo alla madre), si esegue una
profilassi antibiotica alla donna durante il travaglio ed eventualmente al
neonato. Naturalmente, il tampone vaginale può essere eseguito per la ricerca
di altri germi in qualsiasi altro periodo della gravidanza, in caso di sospetta
infezione vaginale.
Fibronectina
Con un semplice prelievo vaginale, utilizzando un apposito tampone che viene
introdotto nel collo dell'utero, è possibile dosare questa sostanza che risulta
aumentato nelle donne ad alto rischio di parto prematuro. Si tratta di un esame
semplice, ma che non ha ancora avuto una conferma di validità e di applicabilità.
Durante l'ultimo mese di gravidanza può essere opportuno eseguire preventivamente alcuni esami utili ai fini di un'eventuale anestesia. Infatti, secondo le statistiche, almeno una gravida su quattro andrà incontro a taglio cesareo o potrà eseguire l'epidurale durante il parto.
Gli esami utili a tal fine sono: emocromo completo, glicemia, azotemia, creatininemia, elettroliti, PT, PTT, CPK, colinesterasi, transaminasi, bilirubina, esame urine e l'elettrocardiogramma.
E' inoltre utile, quando possibile, eseguire preventivamente una visita anestesiologica per giudicare quale tipo di anestesia è più idonea per la paziente.
Di seguito è riportato l'elenco degli esami previsti in gravidanza dal Sistema Sanitario Nazionale.
Per poter eseguire gli esami con il Servizio Sanitario Nazionale, questi devono essere richiesti sul ricettario unico dal medico di base o da un ginecologo di una struttura pubblica. Nella casella "esenzioni" il medico curante deve mettere "gravidanza".
Per gli esami del sangue, nella maggior parte dei casi, non è necessaria la prenotazione, basta presentarsi a digiuno con la richiesta del medico presso la struttura pubblica o privata convenzionata dalle 7.30 alle 9 del mattino (fino alle 10 in alcuni centri). Molti centri sono aperti anche al sabato.
Per le ecografie è necessario prenotare in anticipo, da qualche giorno a qualche mese, a seconda dei centri. Perciò, informatevi della lista di attesa e regolatevi di conseguenza, per riuscire a fare l'ecografia nel periodo indicato dal ginecologo.
Villocentesi e amniocentesi devono essere prenotati con largo anticipo (almeno 3-4 settimane prima).
Il tri-test deve essere prenotato in alcuni centri, mentre può essere eseguito anche senza prenotazione in altri. Meglio quindi informarsi in anticipo.
Di seguito l'elenco degli esami in esonero dalla partecipazione alla spesa:
Pap-test ed eventuale colposcopia
Emocromo completo
Gruppo sanguigno + fattore Rh (anche per il partner)
Rubeotest
Toxotest
Anti citomegalovirus
Elettroforesi dell'emoglobina (anche per il partner)
VDRL e TPHA (anche per il partner)
Anti-HIV
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Gruppo sanguigno + fattore Rh
Emocromo completo con conteggio delle piastrine
Elettroforesi dell'emoglobina (anche per il partner)
Sideremia
Ferritina
Test di Coombs indiretto (nell'incompatibilità Rh è gratuito anche per tutti i mesi successivi. Nell'incompatibiltà ABO è gratuito alla 34^-36^ settimana)
Glicemia
Curva glicemica da carico orale + emoglobina glicosilata (nelle donne a rischio per il diabete)
Azotemia
Creatininemia
uricemia
Transaminasi
GammaGT
Rubeotest
Anti-citomegalovirus
Toxotest
VDRL,TPHA
HbsAg
HCV
Anti HIV
Esame urine completo
Ecografia
Esame urine completo
Urinocultura (gratuti anche tutti i mesi successivi, se sono presenti batteri nell'esame urine)
Alfafetoproteina (AFP)
Tri-test
Tampone vaginale
Emocromo completo
Toxo test
Esame completo urine
Ecografia fetale
Esame completo urine
Emocromo completo
Creatininemia
Protidogramma
Esame completo urine
Emocromo completo
Ferritina
Sideremia
Tampone vaginale
Esame urine completo
Estriolo ed HPL (se necessario fino al parto)
Emocromo completo
Azotemia
Creatininemia
Glicemia
Colinesterasi
Toxo test
Esame urine completo
Ecg e visita cardiologica
Ecografia ostetrica
Cardiotocografia (se necessario fino al parto)
In caso di minaccia d'aborto sono da includere tutte le prestazioni specialistiche per il monitoraggio dell'evoluzione della gravidanza, compresi gli esami immunologici e l'ecografia.
La villocentesi, l'amniocentesi e la cordocentesi sono gratuiti, se eseguiti per rischio genetico documentato o per età materna superiore a 35 anni.
In caso di patologie preesistenti o insorte durante la gravidanza (infezioni a rischio per fetopatie, diabete e altre), l'esonero di partecipazione alla spesa si estende alle visite specialistiche, alle prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio ritenute necessarie dal medico curante o dallo specialista.
Per la sindrome gestosica e per le gravide ipertese sono esonerati anche i seguenti esami:
Clearance della creatinina
Uricemia
Microalbuminuria
Proteinuria delle 24 ore
Urinocoltura con antibiogramma
Test di aggregazione piastrinica
Dosaggio degli FDP (prodotti di degradazione del fibrinogeno)
Elettroliti sierici ed urinari
Anticorpi anti-nucleo -DNA -cardiolipina -endotelio
Fattore anticoagulate - lupus
Esame del fondo dell'occhio
Flussimetria uterina al V° mese
Flussimetria fetale
Ecografia fetale
Cardiotocografia
I cambiamenti durante la gravidanza - Le norme igieniche -
L' attività fisica -
Gli esami per la mamma - L' alimentazione -
I farmaci - I vaccini
La preparazione al parto